Le devozioni di don Bosco
di Maria Rattà
Maria Rattà · 2020
Descrizione
Come pregava don Bosco?
Domanda… curiosa, se si pensa che al processo di beatificazione del santo torinese uno dei quesiti-scoglio contro cui rischiava di incagliarsi la causa fu proprio questo: Don Bosco pregava?
Tuttavia si trattò anche della domanda che diede occasione di far scoprire la natura profondamente interiore di un uomo considerato già come un santo, ma al quale stava legandosi principalmente l’etichetta (in parte limitativa) di “santo sociale” o “santo moderno” .
«Riguardo alla preghiera propriamente detta – diceva il Promotore della fede al Processo di beatificazione – della quale tutti i fondatori di nuovi congregazioni hanno avuto cura speciale, in Don Bosco non si trova, si può dire, niente. Come si può qualificare eroico uno che è stato così carente in ciò che riguarda la pratica della preghiera vocale? Nella vita dei santi non si era visto niente di simile precedentemente» .
Si diceva che don Bosco non avesse tempo per pregare, che fosse preso dalle sue mille attività di apostolato, specie con la gioventù, dall’affannosa costruzione di Chiese e di opere… e che, dunque, non potesse trovare il tempo anche per la preghiera. Tuttavia «proprio il processo canonico si rivelò l’occasione per rimuovere il velo che copriva la profonda vita interiore di don Bosco. Nacque così poi quel preziosissimo volumetto che ha nutrito (e speriamo che continui a nutrire) la spiritualità di tante generazioni di salesiani, “Don Bosco con Dio”, di don Eugenio Ceria» .
Insomma, da una domanda apparentemente capace di incagliare un processo, emerse finalmente – e con forza – che don Bosco pregava, anzi, che egli viveva in preghiera continua, prendendo a modello la preghiera di Gesù «come un atteggiamento costante, interno, che si manifesta in espressioni spontanee di gioia, di ringraziamento, di invocazione, di disponibilità, di riflessione.
Ecco perché una delle risposte al quesito scoglio fu: quando, piuttosto, don Bosco non pregava? Domanda “retorica” certamente veritiera, perché l’unione intima, interiore, profonda, di un santo con Dio è qualcosa che trascende la preghiera semplicemente vocale e si fa corrispondenza totale, costante, tra la mente e l’anima dell’uomo e il volere e l’Essere di Dio. I mistici, uno fra tutti Teresa d’Avila, descrivono esattamente in questi termini la preghiera .
Ecco che allora si può chiaramente dire: Don Bosco pregava e… faceva pregare.
Per lui non c’era possibilità di insegnare qualcosa di diverso da ciò che egli stesso aveva imparato a fare fin da piccolo, apprendendo da mamma Margherita, donna di grande fede, che era possibile conciliare il molto lavoro con la molta preghiera, anzi, di più, il molto lavoro con la familiarità continua con Dio, con la Vergine Maria, con il Paradiso.
La sua è una pedagogia spirituale ancora attuale, che può insegnare molto anche ai credenti di oggi.
Il libro si articola secondo uno schema preciso per ogni sua parte: un capitolo introduttivo di approfondimento; La parola di don Bosco; una specifica devozione.
Le sezioni inserite ne La parola di don Bosco riportano passaggi estrapolati dalle Memorie Biografiche e dalle Opere Edite. Si tratta dunque di parole e scritti del santo. In un solo caso si è inserito un testo il cui contenuto non è direttamente uscito dalla penna di don Bosco, ma che tuttavia gli si può attribuire quanto al contenuto, da lui supervisionato: si tratta di un articolo pubblicato nel Bollettino Salesiano dell’aprile 1886.
Domanda… curiosa, se si pensa che al processo di beatificazione del santo torinese uno dei quesiti-scoglio contro cui rischiava di incagliarsi la causa fu proprio questo: Don Bosco pregava?
Tuttavia si trattò anche della domanda che diede occasione di far scoprire la natura profondamente interiore di un uomo considerato già come un santo, ma al quale stava legandosi principalmente l’etichetta (in parte limitativa) di “santo sociale” o “santo moderno” .
«Riguardo alla preghiera propriamente detta – diceva il Promotore della fede al Processo di beatificazione – della quale tutti i fondatori di nuovi congregazioni hanno avuto cura speciale, in Don Bosco non si trova, si può dire, niente. Come si può qualificare eroico uno che è stato così carente in ciò che riguarda la pratica della preghiera vocale? Nella vita dei santi non si era visto niente di simile precedentemente» .
Si diceva che don Bosco non avesse tempo per pregare, che fosse preso dalle sue mille attività di apostolato, specie con la gioventù, dall’affannosa costruzione di Chiese e di opere… e che, dunque, non potesse trovare il tempo anche per la preghiera. Tuttavia «proprio il processo canonico si rivelò l’occasione per rimuovere il velo che copriva la profonda vita interiore di don Bosco. Nacque così poi quel preziosissimo volumetto che ha nutrito (e speriamo che continui a nutrire) la spiritualità di tante generazioni di salesiani, “Don Bosco con Dio”, di don Eugenio Ceria» .
Insomma, da una domanda apparentemente capace di incagliare un processo, emerse finalmente – e con forza – che don Bosco pregava, anzi, che egli viveva in preghiera continua, prendendo a modello la preghiera di Gesù «come un atteggiamento costante, interno, che si manifesta in espressioni spontanee di gioia, di ringraziamento, di invocazione, di disponibilità, di riflessione.
Ecco perché una delle risposte al quesito scoglio fu: quando, piuttosto, don Bosco non pregava? Domanda “retorica” certamente veritiera, perché l’unione intima, interiore, profonda, di un santo con Dio è qualcosa che trascende la preghiera semplicemente vocale e si fa corrispondenza totale, costante, tra la mente e l’anima dell’uomo e il volere e l’Essere di Dio. I mistici, uno fra tutti Teresa d’Avila, descrivono esattamente in questi termini la preghiera .
Ecco che allora si può chiaramente dire: Don Bosco pregava e… faceva pregare.
Per lui non c’era possibilità di insegnare qualcosa di diverso da ciò che egli stesso aveva imparato a fare fin da piccolo, apprendendo da mamma Margherita, donna di grande fede, che era possibile conciliare il molto lavoro con la molta preghiera, anzi, di più, il molto lavoro con la familiarità continua con Dio, con la Vergine Maria, con il Paradiso.
La sua è una pedagogia spirituale ancora attuale, che può insegnare molto anche ai credenti di oggi.
Il libro si articola secondo uno schema preciso per ogni sua parte: un capitolo introduttivo di approfondimento; La parola di don Bosco; una specifica devozione.
Le sezioni inserite ne La parola di don Bosco riportano passaggi estrapolati dalle Memorie Biografiche e dalle Opere Edite. Si tratta dunque di parole e scritti del santo. In un solo caso si è inserito un testo il cui contenuto non è direttamente uscito dalla penna di don Bosco, ma che tuttavia gli si può attribuire quanto al contenuto, da lui supervisionato: si tratta di un articolo pubblicato nel Bollettino Salesiano dell’aprile 1886.
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