La scienza sa di non sapere per questo funziona
goWare e Edizioni Angelo Guerini e Associati · 2016
Descrizione
Vincitore del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2016
La scienza e le sue applicazioni tecnologiche permeano la vita quotidiana, entrano nelle città e nelle case e invadono il dibattito pubblico. Pochi sono però preparati a comprenderne il modo di operare, perché la divulgazione privilegia la semplice illustrazione dei fatti, a discapito dei principi generali che danno senso ai fatti stessi.
La scienza si fonda sull’evidenza, ma è la decisione della comunità scientifica a stabilire se questa evidenza è sufficiente per fare accettare una nuova ipotesi e una nuova scoperta. Il consenso, codificato dalla revisione dei pari (peer review), conferisce alle conoscenze scientifiche un’autorità che trascende quella dei singoli scienziati.
Pur non avendo certezze assolute, la scienza è il mezzo più potente di cui l’uomo dispone per discernere tra fatti e fantasie, tra razionale e irrazionale.
Familiarizzare tutti con i criteri di accreditamento dell’evidenza scientifica è un compito urgente: gli scienziati non possono semplicemente spiegare quello che conoscono, ma devono dire come lo conoscono, in modo che diventi chiaro che la fiducia nella scienza non è cieca ma è basata sulla valutazione critica delle prove. Se questa consapevolezza non è sufficientemente diffusa, il dialogo con il pubblico si trasforma in uno sterile scontro che alimenta polemiche devastanti, come quelle recenti sull’uso dei vaccini o sui rischi del riscaldamento globale.
Maria Luisa Villa ha insegnato fino al 2010 come professore ordinario di Immunologia presso l’Università degli Studi di Milano, dove ha organizzato e diretto per molti anni la Scuola di Dottorato in Medicina Molecolare. Consapevole del mutamento del ruolo della scienza nella società attuale, ha inserito nel percorso formativo dei dottorandi seminari e tavole rotonde su temi di comunicazione scientifica, di trasferimento tecnologico e creazione di impresa. Dal 2009 è associata di ricerca all’Istituto di Tecnologie Biomediche (ITB) del CNR, sezione di Segrate. Dal 2013 è socia corrispondente dell’Accademia della Crusca. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo L’inglese non basta. Una lingua per la società (Milano 2013).
La scienza e le sue applicazioni tecnologiche permeano la vita quotidiana, entrano nelle città e nelle case e invadono il dibattito pubblico. Pochi sono però preparati a comprenderne il modo di operare, perché la divulgazione privilegia la semplice illustrazione dei fatti, a discapito dei principi generali che danno senso ai fatti stessi.
La scienza si fonda sull’evidenza, ma è la decisione della comunità scientifica a stabilire se questa evidenza è sufficiente per fare accettare una nuova ipotesi e una nuova scoperta. Il consenso, codificato dalla revisione dei pari (peer review), conferisce alle conoscenze scientifiche un’autorità che trascende quella dei singoli scienziati.
Pur non avendo certezze assolute, la scienza è il mezzo più potente di cui l’uomo dispone per discernere tra fatti e fantasie, tra razionale e irrazionale.
Familiarizzare tutti con i criteri di accreditamento dell’evidenza scientifica è un compito urgente: gli scienziati non possono semplicemente spiegare quello che conoscono, ma devono dire come lo conoscono, in modo che diventi chiaro che la fiducia nella scienza non è cieca ma è basata sulla valutazione critica delle prove. Se questa consapevolezza non è sufficientemente diffusa, il dialogo con il pubblico si trasforma in uno sterile scontro che alimenta polemiche devastanti, come quelle recenti sull’uso dei vaccini o sui rischi del riscaldamento globale.
Maria Luisa Villa ha insegnato fino al 2010 come professore ordinario di Immunologia presso l’Università degli Studi di Milano, dove ha organizzato e diretto per molti anni la Scuola di Dottorato in Medicina Molecolare. Consapevole del mutamento del ruolo della scienza nella società attuale, ha inserito nel percorso formativo dei dottorandi seminari e tavole rotonde su temi di comunicazione scientifica, di trasferimento tecnologico e creazione di impresa. Dal 2009 è associata di ricerca all’Istituto di Tecnologie Biomediche (ITB) del CNR, sezione di Segrate. Dal 2013 è socia corrispondente dell’Accademia della Crusca. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo L’inglese non basta. Una lingua per la società (Milano 2013).
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