Racconti con la H
Publisher s24337 · 2017
Descrizione
“Racchonti”.
Tecnicamente per scrivere “Racconti con la H” sa-rebbe bastato fare uno strafalcione, una anomalia.
Ma la anomalia che è alla base del Rugby è ben più profonda, e parte da lontano.
Parte da uno sport il cui obiettivo è avanzare e la cui regola principale è passare la palla indietro, parte da una palla diversa da tutte le altre, il cui rimbalzo è imprevedibile, ma che tende sempre a premiare il più forte; parte da una porta fatta a forma di H, con una traversa finita, posta a un’altezza finita, ma i cui pali continuano ideal-mente (da regolamento) all’infinito.
Un’anomalia che ha fatto sì che questo sport re-stasse dilettantistico per più di centocin-quant’anni, ammantandolo di romanticismo e fa-vorendo inevitabilmente la nascita di storie, di leggende, di racconti.
Racconti epocali, racconti piccini, racconti di grandi nazionali, racconti di piccole squadre di provincia.
Racconti che si trovano sui libri, racconti che si narrano nelle club house di piccole società, col sottofondo dello sfrigolare del grasso delle salsic-ce, mentre le parole navigano su fiumi di birra, che sicuramente contribuiranno a far germogliare nuovi racconti dai racconti vecchi.
Racconti come quelli che trovate in questo piccolo libro.
Racconti che per i rugbisti sembreranno qualcosa di conosciuto, come una vecchia ninna nanna di-menticata dai tempi dell’infanzia, e che per i non rugbisti saranno un piccolo assaggio di un mondo antico, ancestrale, che affonda le proprie radici nel fango ma che continua all’infinito.
Come i pali della H.
Tecnicamente per scrivere “Racconti con la H” sa-rebbe bastato fare uno strafalcione, una anomalia.
Ma la anomalia che è alla base del Rugby è ben più profonda, e parte da lontano.
Parte da uno sport il cui obiettivo è avanzare e la cui regola principale è passare la palla indietro, parte da una palla diversa da tutte le altre, il cui rimbalzo è imprevedibile, ma che tende sempre a premiare il più forte; parte da una porta fatta a forma di H, con una traversa finita, posta a un’altezza finita, ma i cui pali continuano ideal-mente (da regolamento) all’infinito.
Un’anomalia che ha fatto sì che questo sport re-stasse dilettantistico per più di centocin-quant’anni, ammantandolo di romanticismo e fa-vorendo inevitabilmente la nascita di storie, di leggende, di racconti.
Racconti epocali, racconti piccini, racconti di grandi nazionali, racconti di piccole squadre di provincia.
Racconti che si trovano sui libri, racconti che si narrano nelle club house di piccole società, col sottofondo dello sfrigolare del grasso delle salsic-ce, mentre le parole navigano su fiumi di birra, che sicuramente contribuiranno a far germogliare nuovi racconti dai racconti vecchi.
Racconti come quelli che trovate in questo piccolo libro.
Racconti che per i rugbisti sembreranno qualcosa di conosciuto, come una vecchia ninna nanna di-menticata dai tempi dell’infanzia, e che per i non rugbisti saranno un piccolo assaggio di un mondo antico, ancestrale, che affonda le proprie radici nel fango ma che continua all’infinito.
Come i pali della H.
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