Anatomia del Tabù
Giovanni Bertuccio · 2025
Descrizione
Nel secondo Novecento l’arte smette di limitarsi a rappresentare il mondo e comincia a reagire al suo contatto. Il corpo diventa campo di battaglia, strumento di conoscenza, luogo di rituali estremi e di violenze simboliche capaci di mettere in crisi ogni idea di forma, gusto e contemplazione.
Questo testo attraversa l’esperienza radicale degli anni Sessanta, concentrandosi sul Wiener Aktionismus e sulle figure di Günter Brus e Hermann Nitsch, per indagare il passaggio dall’immagine all’azione, dal quadro al rito, dall’opera all’evento. Attraverso performance, automutilazioni, pratiche catartiche e dispositivi teatrali totali, l’arte si confronta con il disgusto, l’eccesso, l’inconscio e la dimensione collettiva del sacrificio.
Un saggio che intreccia storia dell’arte, antropologia e critica estetica, restituendo una lettura lucida e non pacificata delle trasformazioni che hanno ridefinito il rapporto tra corpo, rito, mercato e immaginario contemporaneo.
Questo testo attraversa l’esperienza radicale degli anni Sessanta, concentrandosi sul Wiener Aktionismus e sulle figure di Günter Brus e Hermann Nitsch, per indagare il passaggio dall’immagine all’azione, dal quadro al rito, dall’opera all’evento. Attraverso performance, automutilazioni, pratiche catartiche e dispositivi teatrali totali, l’arte si confronta con il disgusto, l’eccesso, l’inconscio e la dimensione collettiva del sacrificio.
Un saggio che intreccia storia dell’arte, antropologia e critica estetica, restituendo una lettura lucida e non pacificata delle trasformazioni che hanno ridefinito il rapporto tra corpo, rito, mercato e immaginario contemporaneo.
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