Contro Apione
Digital Soul · 2019
Descrizione
Contro Apione (greco: Φλαΐου Ἰωσήπου περὶ ἀρχαιότητος Ἰουδαίων λόγος α e Φλαΐου Ἰωσήπου περὶ ἀρχαιότητος ἀντιρρητικὸς λόγος β; latino Contra Apionem o In Apionem). Lo storico giudeo del I secolo, Flavio Giuseppe, scrisse contro Apione per combattere il tratto antiebraico scritto dal grammatico romano e commentatore omerico, Apione (di origine egiziana). Apione aveva composto un trattato contro gli ebrei nel mezzo della crisi sorto nella capitale dell’Egitto, Alessandria, nel primo terzo di quel secolo. Aveva servito come delegato ufficiale dell’imperatore per conto dei suoi compagni alessandrini. Alcuni egizi aristocratici avevano risentito dei tentativi ebraici di ottenere maggiori diritti in concomitanza con la loro cittadinanza alessandrina dall’imperatore romano Gaio (Caligola). Il conflitto ha provocato grandi sommosse (38-41 d.C.) durante le quali il quartiere ebraico della città di Alessandria fu bruciato. Subito dopo la morte di Caligola, l’imperatore Claudio soppresse i disordini con un duro rimprovero ad entrambe le parti in un decreto il cui testo è conservato fino ad oggi (P. London 1912).
Apione reciclò le affermazioni, fatte precedentemente dall’autore egiziano Manetone e dagli scrittori greci Mnaseas di Patara e Apollonio Molone, secondo cui gli ebrei discendevano da un gruppo lebbroso di schiavi egiziani fuggiti dal paese, erano misantropi, adoravano la testa di un asino, eseguivano sacrificio umano e che l’osservanza ebraica di strane leggi dietetiche e circoncisione ha dimostrato il loro la stirpe egiziana. Giuseppe tentò di screditare le affermazioni di Apione con un’opera in due libri. Il primo si riflette in questo passaggio, e il secondo ha messo in dubbio la legittimità di Apione come storico e la credibilità delle sue fonti.
Apione reciclò le affermazioni, fatte precedentemente dall’autore egiziano Manetone e dagli scrittori greci Mnaseas di Patara e Apollonio Molone, secondo cui gli ebrei discendevano da un gruppo lebbroso di schiavi egiziani fuggiti dal paese, erano misantropi, adoravano la testa di un asino, eseguivano sacrificio umano e che l’osservanza ebraica di strane leggi dietetiche e circoncisione ha dimostrato il loro la stirpe egiziana. Giuseppe tentò di screditare le affermazioni di Apione con un’opera in due libri. Il primo si riflette in questo passaggio, e il secondo ha messo in dubbio la legittimità di Apione come storico e la credibilità delle sue fonti.
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