Gli Orsini nel Regno di Napoli
Ettore Barra · 2017
Descrizione
Un viaggio a ritroso nel tempo; uno studio su una delle famiglie più celebri d' Italia: gli Orsini, riconosciuti tra i lignaggi più potenti non solo per il loro profondo legame con la Chiesa ma anche per i loro rapporti diplomatici con diverse corti d'Italia e d’Europa; detentori di vasti possedimenti in diverse zone d'Italia, occuparono buona parte dei territori appartenenti al Regno di Napoli. Da un'esposizione generale della loro storia, l' attenzione si pone su una delle dinastie su cui si è suddivisa nel tempo la casata, quella degli Orsini duchi di Gravina che avrà inizio nel XV secolo e perdurerà sino al XIX secolo, soffermandosi in particolare su due loro feudi, Vallata, acquisita in origine nel 1432 da Gabriele del Balzo Orsini, territorio con un’economia prevalentemente agricola ma non solo, i guadagni per casa Orsini provenivano oltre che dalla lunga tradizione economica, anche dalle attività manifatturiere, dagli affitti di terreni e immobili e dalla riscossione delle tasse; e Mirabella, acquistata da Filippo Bernualdo, XVI duca di Gravina, nel 1791 dalla regia corte borbonica del Regno di Napoli dando in cambio un vastissimo territorio presso Capua, denominato la Foresta Orsini. Fondamentale era la localizzazione geografica di Mirabella, situata in un punto strategico per le rotte commerciali, la sua economia era basata prevalentemente sul commercio del grano e dell’olio ma gli Orsini riuscivano a trarre guadagni anche dall'esazione del passo, dagli affitti e dai balzelli. Un feudo ricco dunque, ma dopo pochi anni dalla sua acquisizione iniziano i segnali di cedimento, la sua popolazione mal sopportando le imposizioni vessatorie applicategli parteciperà ai moti della Rivoluzione Partenopea del 1799. L'esame dei documenti ci mostra che gli Orsini non furono sempre indulgenti nei riguardi di coloro che dovevano sottostare ai loro ordini, i capi di accusa che gli Orsini dovettero affrontare con le università furono molti. Con l’eversione della feudalità e l’abolizione dei fedecommessi volgeva al termine anche per loro quella lunga parabola dei privilegi feudali che aveva garantito ricchezza e che con la loro scomparsa ne aveva portato il loro dissesto economico, l'espropriazione del patrimonio sarà l'ennesima conseguenza.
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