L’apparato para-militare del PCI e lo spionaggio del Kgb sulle nostre imprese. Una storia di omissis

di Salvatore Sechi

goWare · 2018

Descrizione

Il Pci ha davvero avuto un apparato para-militare con alcune centinaia di migliaia di volontari per lo più ex partigiani? Sì, è quanto hanno documentato i nostri servizi (Sifar e Sid) tra i primi anni Cinquanta e la prima metà degli anni Settanta.
Il Pci ha sostenuto davvero il lavorio di spionaggio sulle nostre imprese pubbliche e private svolto dal Kgb sovietico e tedesco-orientale? Sì, prelevando informazioni, progetti, disegni industriali e tecnologie dalla Fiat, Olivetti, Eni, Montedison ecc. i comunisti italiani hanno consentito al controspionaggio sovietico di cercare di reggere la concorrenza sui sistemi d’arma, sui computer, sulla tecnologia militare-industriale, spaziale ecc.
Sono i settori in cui Mosca è stata a lungo, negli anni centrali della guerra fredda, in un rapporto di inferiorità rispetto agli Stati Uniti e ai paesi dell’Europa occidentale. Uno storico di sinistra, ma indipendente, ha cercato di accertare questa interpretazione della storia del Pci, da Palmiro Togliatti fino a Enrico Berlinguer.
L’autore si è trovato di fronte a un muro di omissis e divieti. Ne è rimasto in parte vittima, ma alla fine l’ha spuntata di fronte al tentativo di usare contro le regole della ricerca storica armi improprie come il sistema giudiziario.

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