Le penne nere
di Enzo Raffaelli, Stefano Gambarotto
Editoriale Programma · 2022
Descrizione
È la montagna che fa l’Alpino. Il mito del soldato con la penna sul cappello nasce dallo stretto
rapporto con questo ambiente tanto duro ed esigente nei confronti dell’uomo, quanto generoso
nel concedere al suo animo la sensazione di infinito e di libertà insita negli spazi maestosi che lo
caratterizzano.
La montagna, come tutti i luoghi estremi, è una creatura governata da regole cui non è possibile
derogare. Allontanarsene significa esporsi a gravi rischi. Scegliere di condurre la propria esistenza
abbarbicati alle sue pendici vuol dire doversi piegare ai ritmi che essa impone, regolati dall’eterno
moto delle stagioni, imparando ad accettare le sfide che essa presenta ogni giorno. Si deve
insomma sottostare ad una rigida disciplina del vivere. L’Alpino della Grande Guerra è fatto di
tutto questo.
rapporto con questo ambiente tanto duro ed esigente nei confronti dell’uomo, quanto generoso
nel concedere al suo animo la sensazione di infinito e di libertà insita negli spazi maestosi che lo
caratterizzano.
La montagna, come tutti i luoghi estremi, è una creatura governata da regole cui non è possibile
derogare. Allontanarsene significa esporsi a gravi rischi. Scegliere di condurre la propria esistenza
abbarbicati alle sue pendici vuol dire doversi piegare ai ritmi che essa impone, regolati dall’eterno
moto delle stagioni, imparando ad accettare le sfide che essa presenta ogni giorno. Si deve
insomma sottostare ad una rigida disciplina del vivere. L’Alpino della Grande Guerra è fatto di
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Informazioni editoriali
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