Nino Pino Balotta
di Simone Cardullo, Felice Mancuso
Kimerik · 2023
Descrizione
L’opera di Simone Cardullo e Felice Mancuso è un’appassionata ricostruzione della figura di Nino Pino Balotta, uomo carismatico e al contempo “scomodo”, la cui esistenza ha lasciato un solco profondo nella storia di Barcellona Pozzo di Gotto. Medico veterinario, deputato PCI per un periodo, ma di ideali anarchici, poeta dialettale e saggista, Balotta ha vissuto un’esistenza piena, dedicata totalmente a valori nei quali ha creduto fino all’ultimo.
Antifascista convinto, uomo di scienza ma anche appassionato linguista, Balotta è ricordato da Felice Mancuso quando guidò nel 1948 il corteo di operai e braccianti agricoli che, rimasti senza lavoro, si diressero all’assalto del Circolo dei Nobili.
Sono narrati diversi episodi che lo vedono protagonista, tra cui la rissa con un mafioso che si ostinava a interromperlo durante un comizio, o il lancio di tegole contro i carabinieri, nel 1932, quando Balotta, al rientro dalla Francia, dove aveva svolto attività clandestine come corriere, cercò di evitare in tutti i modi che dei documenti segreti finissero in mano alle forze dell’ordine del regime fascista.
Proprio in occasione dei suoi viaggi all’estero, ebbe l’opportunità di conoscere in Belgio Albert Einstein, con il quale ebbe modo di discutere delle sue teorie scientifiche e strinse rapporti amichevoli.
Oltre alle testimonianze raccolte di amici e persone che lo conobbero, tra cui il francese Francis Gastambide, che intervistò Nino Pino e scrisse una sua biografia, gli autori fanno anche una ricostruzione meticolosa del suo albero genealogico, riportano la cronologia della sua produzione letteraria e scientifica, nonché dei suoi interventi di natura politica, e concludono poi con la documentazione relativa alle ultime volontà di Balotta, che aveva deciso di donare il suo corpo alla scienza e di stanziare una borsa di studio per gli studenti meritevoli della facoltà di Veterinaria.
Antifascista convinto, uomo di scienza ma anche appassionato linguista, Balotta è ricordato da Felice Mancuso quando guidò nel 1948 il corteo di operai e braccianti agricoli che, rimasti senza lavoro, si diressero all’assalto del Circolo dei Nobili.
Sono narrati diversi episodi che lo vedono protagonista, tra cui la rissa con un mafioso che si ostinava a interromperlo durante un comizio, o il lancio di tegole contro i carabinieri, nel 1932, quando Balotta, al rientro dalla Francia, dove aveva svolto attività clandestine come corriere, cercò di evitare in tutti i modi che dei documenti segreti finissero in mano alle forze dell’ordine del regime fascista.
Proprio in occasione dei suoi viaggi all’estero, ebbe l’opportunità di conoscere in Belgio Albert Einstein, con il quale ebbe modo di discutere delle sue teorie scientifiche e strinse rapporti amichevoli.
Oltre alle testimonianze raccolte di amici e persone che lo conobbero, tra cui il francese Francis Gastambide, che intervistò Nino Pino e scrisse una sua biografia, gli autori fanno anche una ricostruzione meticolosa del suo albero genealogico, riportano la cronologia della sua produzione letteraria e scientifica, nonché dei suoi interventi di natura politica, e concludono poi con la documentazione relativa alle ultime volontà di Balotta, che aveva deciso di donare il suo corpo alla scienza e di stanziare una borsa di studio per gli studenti meritevoli della facoltà di Veterinaria.
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