Povera Italia: Anatomia di un Paese che sopravvive divorando se stesso
di Dario Abate
HOW2 Edizioni · 2026
Descrizione
L’Italia è un Paese meraviglioso.
Ed è proprio questo il problema.
Perché pochi luoghi al mondo possiedono tanta bellezza, intelligenza, creatività e capacità umana… riuscendo contemporaneamente a trasformare il disordine in sistema, l’emergenza in normalità e l’arrangiarsi in filosofia nazionale.
"Povera Italia" non è un libro contro gli italiani.
È un’autopsia antropologica dell’Italia contemporanea.
Attraverso satira, analisi sociale, parabole corrosive e osservazioni spietatamente quotidiane, il libro smonta i meccanismi invisibili che tengono in piedi il Paese: la cultura della deroga, il culto della conoscenza, la resilienza tossica, il pezzotto mentale, il galleggiamento permanente, la dipendenza familiare, la sfiducia nelle regole e l’eterna capacità di adattarsi a tutto senza cambiare mai davvero nulla.
Dalla sanità al lavoro, dalla scuola alla burocrazia, dai rapporti personali alla politica, emerge il ritratto di una nazione stanca ma ancora lucidissima, nella quale il cittadino non vive dentro un sistema efficiente, bensì dentro una trattativa continua.
Un saggio feroce, ironico e malinconico che farà ridere, irritare e riconoscere milioni di lettori.
Perché il problema dell’Italia, forse, non è soltanto chi governa il Paese.
È il modo in cui gli italiani hanno imparato a sopravvivere al suo malfunzionamento.
Ed è proprio questo il problema.
Perché pochi luoghi al mondo possiedono tanta bellezza, intelligenza, creatività e capacità umana… riuscendo contemporaneamente a trasformare il disordine in sistema, l’emergenza in normalità e l’arrangiarsi in filosofia nazionale.
"Povera Italia" non è un libro contro gli italiani.
È un’autopsia antropologica dell’Italia contemporanea.
Attraverso satira, analisi sociale, parabole corrosive e osservazioni spietatamente quotidiane, il libro smonta i meccanismi invisibili che tengono in piedi il Paese: la cultura della deroga, il culto della conoscenza, la resilienza tossica, il pezzotto mentale, il galleggiamento permanente, la dipendenza familiare, la sfiducia nelle regole e l’eterna capacità di adattarsi a tutto senza cambiare mai davvero nulla.
Dalla sanità al lavoro, dalla scuola alla burocrazia, dai rapporti personali alla politica, emerge il ritratto di una nazione stanca ma ancora lucidissima, nella quale il cittadino non vive dentro un sistema efficiente, bensì dentro una trattativa continua.
Un saggio feroce, ironico e malinconico che farà ridere, irritare e riconoscere milioni di lettori.
Perché il problema dell’Italia, forse, non è soltanto chi governa il Paese.
È il modo in cui gli italiani hanno imparato a sopravvivere al suo malfunzionamento.
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