Risorgimento
Edizioni Artestampa · 2022
Descrizione
Terzo volume della collana:
Il Menotti. Quaderni del Risorgimento Italiano.
La figura e l’opera di Giuseppe Pecchio restano ancora oggi troppo poco conosciute dagli stessi studiosi dei movimenti liberali tra l’età napoleonica e la Restaurazione, pur offrendoci nelle sue scelte di vita e nei suoi scritti uno specchio fedele del modo di pensare e di agire degli uomini del suo tempo. Paolo Bernardelli che verso la fine del secolo scorso ne aveva pubblicato presso l’Istituto per la Storia del Risorgimento gli scritti politici con un’ampia introduzione, ora ne ripercorre per un pubblico più vasto, in modo agile e chiaro, l’intera vita dalla formazione giovanile alla collaborazione al Conciliatore alla sua partecipazione alla cospirazione lombarda del 1821. Per sfuggire alla sentenza di morte, giunta puntuale nel 1824, Giuseppe Pecchio andò in esilio e non rientrò mai più in Italia. Fu tra il 1821 e il 1825 in Spagna, in Portogallo, in Inghilterra e in Grecia, prima di fare dell’Inghilterra la sua seconda patria. Qui si convinse che in Italia non si sarebbe mai potuto conquistare la libertà fino a che essa non fosse sentita e voluta dalla gran parte della popolazione non solo da un pugno di fuoriusciti.
Il Menotti. Quaderni del Risorgimento Italiano.
La figura e l’opera di Giuseppe Pecchio restano ancora oggi troppo poco conosciute dagli stessi studiosi dei movimenti liberali tra l’età napoleonica e la Restaurazione, pur offrendoci nelle sue scelte di vita e nei suoi scritti uno specchio fedele del modo di pensare e di agire degli uomini del suo tempo. Paolo Bernardelli che verso la fine del secolo scorso ne aveva pubblicato presso l’Istituto per la Storia del Risorgimento gli scritti politici con un’ampia introduzione, ora ne ripercorre per un pubblico più vasto, in modo agile e chiaro, l’intera vita dalla formazione giovanile alla collaborazione al Conciliatore alla sua partecipazione alla cospirazione lombarda del 1821. Per sfuggire alla sentenza di morte, giunta puntuale nel 1824, Giuseppe Pecchio andò in esilio e non rientrò mai più in Italia. Fu tra il 1821 e il 1825 in Spagna, in Portogallo, in Inghilterra e in Grecia, prima di fare dell’Inghilterra la sua seconda patria. Qui si convinse che in Italia non si sarebbe mai potuto conquistare la libertà fino a che essa non fosse sentita e voluta dalla gran parte della popolazione non solo da un pugno di fuoriusciti.
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