Toponomastica di Inghilterra e Scozia

di Mario Mijno

Rivista Etnie · 2019

Descrizione

Un viaggio tra linguistica e storia attraverso le migrazioni dei cinque principali gruppi etnici che hanno colonizzato le isole britanniche: i Celti (Britanni, Pitti, Scoti), i Romani, i Germani (Sassoni, Angli, Juti), i Vichinghi e i Normanni. Un sovrapporsi di popoli, ma meno proteiforme di quanto si immagini, poiché sul primitivo substrato celtico – e considerata una parentesi puramente politica ed economica dei Romani – si sono, onda dopo onda, succedute genti dai caratteri non troppo distanti, come i popoli germanici e quelli scandinavi, e persino i Normanni “francesi” ma dalle radici danesi e norvegesi.
Lo studio della toponomastica di Inghilterra e Scozia (le terre che più hanno accolto l’arrivo dei nuovi coloni, essendo l’impenetrabile Galles e la Cornovaglia rimasti intatti nella loro celticità) è il risultato di queste stratificazioni, non soltanto linguistiche ma anche socio-culturali ed economiche. Ciascun popolo ha lasciato nei luoghi dell’isola nomenclature collegate alla propria visione del mondo, dai Britanni devoti alle manifestazioni naturali ai Romani costruttori di città, dagli Anglosassoni dediti all’agricoltura ai Normanni inquadrati in una struttura feudale e cavalleresca. E, su tutti, l’opera unificatrice del cristianesimo ha riplasmato secoli di influssi fino a creare quelle civiltà uniche e inconfondibili che chiamiamo Inglesi e Scozzesi.

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