I giovani e il restauro
Il Prato · 2017
Descrizione
Il restauro consiste in un atto critico che richiede una formazione multidisciplinare, senza la quale si deve ammettere che l’intervento rischia di
retrocedere bruscamente a un’attività artigianale e seriale. La preparazione del restauratore non può prescindere da una profonda conoscenza della teoria e storia del restauro, della storia delle tecniche di restauro e delle tecniche esecutive, così come solida deve essere la sua conoscenza delle scienze applicate al restauro, vale a dire chimica, fisica e biologia. Allo stesso modo, l’analisi storico-artistica e la corretta lettura iconografica e iconologica dell’opera d’arte consentono al restauratore di contestualizzare il manufatto, di rintracciarne il substrato artistico e culturale e di coglierne pienamente il messaggio veicolato dalla materia. La minuziosa lettura dello stato di conservazione dell’opera, l’individuazione delle tecniche esecutive e dei materiali impiegati dall’artista consentiranno al restauratore di progettare l’intervento, scegliendo metodologie e materiali più idonei rispetto alle reali necessità dell’opera d’arte. Per poter dialogare con le varie professionalità coinvolte nell’intervento, ovvero lo storico dell’arte, l’archeologo, l’architetto, il chimico, il fisico, il biologo e il diagnosta, il restauratore deve possedere delle solide competenze nei vari campi sopracitati, al fine di istituire un’efficace e fecondo scambio di conoscenze fra i membri di questa équipe multidisciplinare.
La pubblicazione intende proporre ai lettori le migliori tesi in restauro, conservazione e diagnostica dei beni culturali conseguite presso le
istituzioni italiane e straniere preposte alla formazione della figura professionale del Restauratore Conservatore e del Conservatore
Diagnosta. Le tesi sono state presentate nell’ambito del convegno “I Giovani e il Restauro. Arte nel tempo: significato, trasformazione e conservazione. Prima edizione a cura di Cinzia Giorgi e Paola Zoroaster”, tenutosi in Roma, in data 24-25-26 febbraio 2016, presso la Sala Convegni del Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo.
Sono state selezionate fra quelle che meglio testimoniano lo stato dell’arte degli studi e dell’attività di ricerca in corso presso le varie istituzioni
coinvolte, ma soprattutto, che mostrano di essere frutto di un lavoro collegiale fra la componente tecnica, storica e scientifica. In tale occasione, sono state scelte fra i numerosi lavori pervenuti, ventuno tesi di laurea in Conservazione e Restauro dei beni culturali e ventuno tesi di laurea in Scienze dei beni culturali (lauree in Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, Diagnostica e materiali per la conservazione e il restauro dei beni culturali ecc.), di cui quattordici in tutto selezionate in entrambe le discipline, per la Sezione Poster.
Sono state inoltre presentate quattro tesi di studenti stranieri, provenienti da Portogallo, Grecia e Cina.
retrocedere bruscamente a un’attività artigianale e seriale. La preparazione del restauratore non può prescindere da una profonda conoscenza della teoria e storia del restauro, della storia delle tecniche di restauro e delle tecniche esecutive, così come solida deve essere la sua conoscenza delle scienze applicate al restauro, vale a dire chimica, fisica e biologia. Allo stesso modo, l’analisi storico-artistica e la corretta lettura iconografica e iconologica dell’opera d’arte consentono al restauratore di contestualizzare il manufatto, di rintracciarne il substrato artistico e culturale e di coglierne pienamente il messaggio veicolato dalla materia. La minuziosa lettura dello stato di conservazione dell’opera, l’individuazione delle tecniche esecutive e dei materiali impiegati dall’artista consentiranno al restauratore di progettare l’intervento, scegliendo metodologie e materiali più idonei rispetto alle reali necessità dell’opera d’arte. Per poter dialogare con le varie professionalità coinvolte nell’intervento, ovvero lo storico dell’arte, l’archeologo, l’architetto, il chimico, il fisico, il biologo e il diagnosta, il restauratore deve possedere delle solide competenze nei vari campi sopracitati, al fine di istituire un’efficace e fecondo scambio di conoscenze fra i membri di questa équipe multidisciplinare.
La pubblicazione intende proporre ai lettori le migliori tesi in restauro, conservazione e diagnostica dei beni culturali conseguite presso le
istituzioni italiane e straniere preposte alla formazione della figura professionale del Restauratore Conservatore e del Conservatore
Diagnosta. Le tesi sono state presentate nell’ambito del convegno “I Giovani e il Restauro. Arte nel tempo: significato, trasformazione e conservazione. Prima edizione a cura di Cinzia Giorgi e Paola Zoroaster”, tenutosi in Roma, in data 24-25-26 febbraio 2016, presso la Sala Convegni del Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo.
Sono state selezionate fra quelle che meglio testimoniano lo stato dell’arte degli studi e dell’attività di ricerca in corso presso le varie istituzioni
coinvolte, ma soprattutto, che mostrano di essere frutto di un lavoro collegiale fra la componente tecnica, storica e scientifica. In tale occasione, sono state scelte fra i numerosi lavori pervenuti, ventuno tesi di laurea in Conservazione e Restauro dei beni culturali e ventuno tesi di laurea in Scienze dei beni culturali (lauree in Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, Diagnostica e materiali per la conservazione e il restauro dei beni culturali ecc.), di cui quattordici in tutto selezionate in entrambe le discipline, per la Sezione Poster.
Sono state inoltre presentate quattro tesi di studenti stranieri, provenienti da Portogallo, Grecia e Cina.
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