Il testo che pensa
di Jùrij Lótman
Bruno Osimo · 2025
Descrizione
Che cos’è un testo? Un contenitore di informazioni? Un messaggio da decodificare? O piuttosto un organismo vivente che pensa, genera nuovi sensi e conserva la memoria della cultura? Con Le tre funzioni del testo, scritto nel 1996 e qui presentato in una nuova traduzione italiana, Jurij M. Lotman — uno dei più grandi semiotici del Novecento — rovescia la prospettiva tradizionale e ci invita a considerare il testo non come un oggetto passivo, ma come un meccanismo pensante.
Lotman, fondatore della scuola di Tartu-Mosca e autore di opere capitali come La semiosfera e Cultura e esplosione, è stato uno scienziato, filologo e culturologo di fama mondiale. In questo saggio breve ma densissimo, egli individua tre funzioni fondamentali che ogni testo svolge all’interno della cultura: La funzione comunicativa – il testo trasmette messaggi, ma questa è solo la punta dell’iceberg. La funzione creativa – il testo genera nuovi sensi, produce informazioni inedite, è un atto di creazione continua. La traduzione, in questa prospettiva, non è mai una semplice equivalenza: è un processo asimmetrico che dà luogo a testi nuovi, a interpretazioni molteplici, a un incremento di senso. La funzione di memoria – il testo è un condensatore di memoria culturale. Conserva le tracce dei contesti precedenti, accumula informazioni, diventa metonimia di un significato complesso che si arricchisce nel tempo. Come Amleto, che non è più solo il testo di Shakespeare, ma anche il ricordo di tutte le sue interpretazioni, di tutti gli eventi storici a esso legati, di tutte le associazioni che evoca.
Attraverso un dialogo serrato con Saussure, Jakobson, Benveniste, Wittgenstein e la tradizione degli studi semiotici, Lotman mostra che il testo è un dispositivo euristico: non si limita a trasmettere ciò che già sappiamo, ma ci permette di scoprire ciò che non sapevamo. La sua struttura interna, mai completamente determinata, è una riserva di dinamismo: sotto l’influenza di nuovi contesti, il testo rivela potenzialità inattese, sensi futuri, sviluppi imprevedibili. Come un grano che contiene in sé il proprio piano di sviluppo.
Particolarmente attuale è la riflessione sulla traduzione. Lotman la considera una metafora centrale per comprendere lo scambio tra sistemi culturali. Tradurre non è mai un’operazione neutra: ogni cultura ricevente filtra, interpreta, deforma. E proprio in questa asimmetria, in questa impossibilità di una corrispondenza perfetta, risiede la funzione creativa del processo traduttivo. La traduzione diventa così un atto di generazione di informazioni nuove, un momento di arricchimento reciproco tra culture, un confine che unisce e separa, che rivela identità e differenze.
Questa edizione, curata da Bruno Osimo — autore e traduttore, studioso di semiotica della cultura e teoria della traduzione — è arricchita da una prefazione che mette in luce i punti di contatto tra la visione lotmaniana e la traduttologia contemporanea. La traduzione dal russo è di Roberta Ranieri, con un apparato di traslitterazione conforme alla norma ISO 9.
Perché leggere questo libro
Il volume fa parte della serie Semiotica, che comprende opere di Peirce, Vygotskij, Torop e altri protagonisti della semiotica e delle scienze umane. Tra gli altri titoli: La mente come traduzione di Charles S. Peirce, Il testo nel testo di Jurij Lotman, Semiotica per principianti di Bruno Osimo.
Nella saggistica di Jurij Lotman, occupano un posto centrale il concetto di traduzione, la teoria dello scambio di informazioni tra i vari sistemi culturali e le modalità nelle quali agiscono i meccanismi del processo traduttivo. Secondo le riflessioni dello studioso, il sistema di corrispondenze è convenzionale, e quindi culturospecifico. Il traduttore è “modellizzatore” della realtà: può semplificarla, renderla più complessa, può produrre modelli esplicativi convincenti con i frammenti trovati. Tuttavia, rimane certa l’impossibilità di produrre un testo “equivalente”, per cui tutte le diverse ricostruzioni attuate dal traduttore sono necessariamente incomplete e circostanziali.
Lotman, fondatore della scuola di Tartu-Mosca e autore di opere capitali come La semiosfera e Cultura e esplosione, è stato uno scienziato, filologo e culturologo di fama mondiale. In questo saggio breve ma densissimo, egli individua tre funzioni fondamentali che ogni testo svolge all’interno della cultura: La funzione comunicativa – il testo trasmette messaggi, ma questa è solo la punta dell’iceberg. La funzione creativa – il testo genera nuovi sensi, produce informazioni inedite, è un atto di creazione continua. La traduzione, in questa prospettiva, non è mai una semplice equivalenza: è un processo asimmetrico che dà luogo a testi nuovi, a interpretazioni molteplici, a un incremento di senso. La funzione di memoria – il testo è un condensatore di memoria culturale. Conserva le tracce dei contesti precedenti, accumula informazioni, diventa metonimia di un significato complesso che si arricchisce nel tempo. Come Amleto, che non è più solo il testo di Shakespeare, ma anche il ricordo di tutte le sue interpretazioni, di tutti gli eventi storici a esso legati, di tutte le associazioni che evoca.
Attraverso un dialogo serrato con Saussure, Jakobson, Benveniste, Wittgenstein e la tradizione degli studi semiotici, Lotman mostra che il testo è un dispositivo euristico: non si limita a trasmettere ciò che già sappiamo, ma ci permette di scoprire ciò che non sapevamo. La sua struttura interna, mai completamente determinata, è una riserva di dinamismo: sotto l’influenza di nuovi contesti, il testo rivela potenzialità inattese, sensi futuri, sviluppi imprevedibili. Come un grano che contiene in sé il proprio piano di sviluppo.
Particolarmente attuale è la riflessione sulla traduzione. Lotman la considera una metafora centrale per comprendere lo scambio tra sistemi culturali. Tradurre non è mai un’operazione neutra: ogni cultura ricevente filtra, interpreta, deforma. E proprio in questa asimmetria, in questa impossibilità di una corrispondenza perfetta, risiede la funzione creativa del processo traduttivo. La traduzione diventa così un atto di generazione di informazioni nuove, un momento di arricchimento reciproco tra culture, un confine che unisce e separa, che rivela identità e differenze.
Questa edizione, curata da Bruno Osimo — autore e traduttore, studioso di semiotica della cultura e teoria della traduzione — è arricchita da una prefazione che mette in luce i punti di contatto tra la visione lotmaniana e la traduttologia contemporanea. La traduzione dal russo è di Roberta Ranieri, con un apparato di traslitterazione conforme alla norma ISO 9.
Perché leggere questo libro
- Per scoprire una delle voci più originali della semiotica del Novecento, finalmente accessibile in una nuova traduzione.
- Per capire come i testi funzionano nella cultura: non solo come veicoli di informazione, ma come generatori di senso e memoria.
- Per riflettere sul rapporto tra traduzione, creatività e identità culturale.
- Per chi studia semiotica, letteratura, traduzione, filosofia del linguaggio, scienze della cultura.
- Per chiunque voglia capire come il linguaggio e i testi costruiscono il mondo in cui viviamo.
Il volume fa parte della serie Semiotica, che comprende opere di Peirce, Vygotskij, Torop e altri protagonisti della semiotica e delle scienze umane. Tra gli altri titoli: La mente come traduzione di Charles S. Peirce, Il testo nel testo di Jurij Lotman, Semiotica per principianti di Bruno Osimo.
Nella saggistica di Jurij Lotman, occupano un posto centrale il concetto di traduzione, la teoria dello scambio di informazioni tra i vari sistemi culturali e le modalità nelle quali agiscono i meccanismi del processo traduttivo. Secondo le riflessioni dello studioso, il sistema di corrispondenze è convenzionale, e quindi culturospecifico. Il traduttore è “modellizzatore” della realtà: può semplificarla, renderla più complessa, può produrre modelli esplicativi convincenti con i frammenti trovati. Tuttavia, rimane certa l’impossibilità di produrre un testo “equivalente”, per cui tutte le diverse ricostruzioni attuate dal traduttore sono necessariamente incomplete e circostanziali.
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