Gioventù senza mani
Kimerik · 2024
Descrizione
Anna è una professoressa severa con se stessa nel rispetto dei propri doveri, attivista, da sempre affascinata dalle istanze femministe e liberatorie della donna.
Mentre racconta le sue esperienze di gioventù a studenti e colleghi, Anna solleva temi legati alle lotte sindacali, parla di riforme mancate e riuscite e di “lobotomizzazione della scuola”.
Tramite frammenti della vita della professoressa, si delineano diapositive di cambiamenti sociali: la condizione della donna negli anni Cinquanta, la conseguente la rivoluzione femminista, il diffondersi del movimento gay negli Stati Uniti. Un momento storico in cui gli uomini vedevano nelle trasformazioni «progresso e non precarietà».
Racconta di un’educazione sessuale dapprima tabù, che non era materia di studio mentre la stampa e la cinematografia ne facevano un uso sempre più esplicito nei loro prodotti. Espone il dramma degli stranieri che, in tempi non troppo lontani, non avevano diritto alla cittadinanza italiana.
Tra le chiacchiere e le vicissitudini di una sala insegnanti, emerge il case study del riordino dei cicli scolastici e con esso le piccole e grandi difficoltà nello stesso ruolo dell’insegnante.
Sullo sfondo delle teorie dell’educazione antiautoritaria di A. S. Neill, l’idea è che «la libertà sia possibile», nella visione ottimistica di un futuro che è ancora tutto da scrivere.
Mentre racconta le sue esperienze di gioventù a studenti e colleghi, Anna solleva temi legati alle lotte sindacali, parla di riforme mancate e riuscite e di “lobotomizzazione della scuola”.
Tramite frammenti della vita della professoressa, si delineano diapositive di cambiamenti sociali: la condizione della donna negli anni Cinquanta, la conseguente la rivoluzione femminista, il diffondersi del movimento gay negli Stati Uniti. Un momento storico in cui gli uomini vedevano nelle trasformazioni «progresso e non precarietà».
Racconta di un’educazione sessuale dapprima tabù, che non era materia di studio mentre la stampa e la cinematografia ne facevano un uso sempre più esplicito nei loro prodotti. Espone il dramma degli stranieri che, in tempi non troppo lontani, non avevano diritto alla cittadinanza italiana.
Tra le chiacchiere e le vicissitudini di una sala insegnanti, emerge il case study del riordino dei cicli scolastici e con esso le piccole e grandi difficoltà nello stesso ruolo dell’insegnante.
Sullo sfondo delle teorie dell’educazione antiautoritaria di A. S. Neill, l’idea è che «la libertà sia possibile», nella visione ottimistica di un futuro che è ancora tutto da scrivere.
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