Il peso degli altri
di Antón Čéchov
Bruno Osimo · 2025
Descrizione
Due funzionari, un medico di provincia e un giovane investigatore, attraversano la steppa russa in pieno inverno per raggiungere il villaggio di Syrnâ e compiere un’autopsia. La tormenta li sorprende, li costringe a girare in tondo per ore e li costringe a fermarsi. Ad attenderli, nell’izbà del zémstvo, c’è un cadavere: quello di Lesnickij, agente assicurativo, che tre giorni prima si è sparato davanti al samovàr, con gli spuntini disposti sul tavolo, in circostanze così strane da far sospettare un omicidio.
Accanto al morto c’è un vecchio: Il’â Lóšadin, guardia del paese da trent’anni, un uomo che cammina ogni giorno da un villaggio all’altro, da una persona all’altra, portando moduli, citazioni, cartelle di tasse, lettere, avvisi. Ottantaquattro rubli all’anno, un bicchierino di vodka, un pezzo di torta, e una fede profonda nel fatto che al mondo con gli imbrogli non si vive. È lui a raccontare al giovane Lýžin la storia di Lesnickij: l’eredità rubata, la terra nascosta, la ricchezza dissolta, l’orgoglio di un uomo che non ha saputo accettare di essere diventato povero.
Mentre fuori la tormenta ulula e la neve cancella ogni strada, dentro Lýžin comincia a scorgere qualcosa che prima non vedeva. Un legame invisibile ma necessario tra il suicida e il vecchio guardiano, tra la ricchezza e la miseria, tra chi porta il peso più grande e chi, seduto a cena, discute con lucidità delle disgrazie altrui. Un legame che riguarda tutti, anche lui. E una domanda che non lo lascia più: è possibile vivere la propria vita sapendo che il dolore degli altri pesa anche sulla nostra coscienza?
Scritto nel 1899, Il peso degli altri è uno dei racconti più profondi e inquieti dell’ultimo Čechov. Una notte di neve, un morto, un vecchio che cammina da trent’anni, un giovane che credeva di volere solo Mosca: e improvvisamente la scoperta che nulla è casuale, che ogni vita è parte di un unico organismo, e che la vera domanda non è come fuggire dalla provincia, ma come vivere sapendo di appartenere al mondo.
Questa edizione filologica, basata sulla norma ISO 9 per la traslitterazione dei caratteri cirillici, offre una traduzione accurata e un apparato che guida il lettore nella comprensione del testo e del suo contesto. Un libro per chi ama la grande letteratura russa, per chi studia Čechov e la narrativa breve, per chi è interessato alla traduzione letteraria e alla critica, e per chiunque voglia riflettere su una delle domande più scomode della modernità: quanto del peso degli altri ricade su di noi?
Anton Čechov (1860-1904) è uno dei più grandi scrittori russi, maestro del racconto breve e del teatro. Tra le sue opere più note ricordiamo Il gabbiano, Zio Vanja, Tre sorelle e Il giardino dei ciliegi. In questa collana, Bruno Osimo cura e traduce le sue opere con rigore filologico, offrendo nuove versioni e letture critiche.
Temi: letteratura russa, Čechov, narrativa breve, provincia russa, burocrazia, suicidio, coscienza, destino comune, traduzione letteraria, filologia.
Pubblico: lettori di narrativa classica e russa, studenti di letteratura e slavistica, studiosi di traduzione, appassionati di Čechov.
Collana: Opere di Čechov – edizioni filologiche a cura di Bruno Osimo.
Versione filologica del racconto del 1899, pubblicato dapprima su rivista e poi nella raccolta delle opere di Čechov. Chiamati in provincia per un'autopsia e un'indagine a seguito del suicidio di un assicuratore, un medico e un investigatore si ritrovano in una tormenta di neve. La forza della natura modifica i loro piani più volte, e la riflessione cade sull'esistenza di due categorie di persone: quelle che si sobbarcano a tutti i pesi della vita, e quelle abituate a perseguire il piacere, viziate e sazie.
Accanto al morto c’è un vecchio: Il’â Lóšadin, guardia del paese da trent’anni, un uomo che cammina ogni giorno da un villaggio all’altro, da una persona all’altra, portando moduli, citazioni, cartelle di tasse, lettere, avvisi. Ottantaquattro rubli all’anno, un bicchierino di vodka, un pezzo di torta, e una fede profonda nel fatto che al mondo con gli imbrogli non si vive. È lui a raccontare al giovane Lýžin la storia di Lesnickij: l’eredità rubata, la terra nascosta, la ricchezza dissolta, l’orgoglio di un uomo che non ha saputo accettare di essere diventato povero.
Mentre fuori la tormenta ulula e la neve cancella ogni strada, dentro Lýžin comincia a scorgere qualcosa che prima non vedeva. Un legame invisibile ma necessario tra il suicida e il vecchio guardiano, tra la ricchezza e la miseria, tra chi porta il peso più grande e chi, seduto a cena, discute con lucidità delle disgrazie altrui. Un legame che riguarda tutti, anche lui. E una domanda che non lo lascia più: è possibile vivere la propria vita sapendo che il dolore degli altri pesa anche sulla nostra coscienza?
Scritto nel 1899, Il peso degli altri è uno dei racconti più profondi e inquieti dell’ultimo Čechov. Una notte di neve, un morto, un vecchio che cammina da trent’anni, un giovane che credeva di volere solo Mosca: e improvvisamente la scoperta che nulla è casuale, che ogni vita è parte di un unico organismo, e che la vera domanda non è come fuggire dalla provincia, ma come vivere sapendo di appartenere al mondo.
Questa edizione filologica, basata sulla norma ISO 9 per la traslitterazione dei caratteri cirillici, offre una traduzione accurata e un apparato che guida il lettore nella comprensione del testo e del suo contesto. Un libro per chi ama la grande letteratura russa, per chi studia Čechov e la narrativa breve, per chi è interessato alla traduzione letteraria e alla critica, e per chiunque voglia riflettere su una delle domande più scomode della modernità: quanto del peso degli altri ricade su di noi?
Anton Čechov (1860-1904) è uno dei più grandi scrittori russi, maestro del racconto breve e del teatro. Tra le sue opere più note ricordiamo Il gabbiano, Zio Vanja, Tre sorelle e Il giardino dei ciliegi. In questa collana, Bruno Osimo cura e traduce le sue opere con rigore filologico, offrendo nuove versioni e letture critiche.
Temi: letteratura russa, Čechov, narrativa breve, provincia russa, burocrazia, suicidio, coscienza, destino comune, traduzione letteraria, filologia.
Pubblico: lettori di narrativa classica e russa, studenti di letteratura e slavistica, studiosi di traduzione, appassionati di Čechov.
Collana: Opere di Čechov – edizioni filologiche a cura di Bruno Osimo.
Versione filologica del racconto del 1899, pubblicato dapprima su rivista e poi nella raccolta delle opere di Čechov. Chiamati in provincia per un'autopsia e un'indagine a seguito del suicidio di un assicuratore, un medico e un investigatore si ritrovano in una tormenta di neve. La forza della natura modifica i loro piani più volte, e la riflessione cade sull'esistenza di due categorie di persone: quelle che si sobbarcano a tutti i pesi della vita, e quelle abituate a perseguire il piacere, viziate e sazie.
Informazioni editoriali
Informazioni editoriali
Tag
Tag
Recensioni dei clienti
Nessuna recensione disponibile. Sii il primo a recensire questo titolo.
Per scrivere una recensione devi effettuare l'accesso. Accedi al tuo account.
Potrebbe interessarti anche
Altri titoli che potrebbero piacerti





