Dis-Umanità
Nilalienum Edizioni · 2018
Descrizione
La fervida fantasia degli scrittori non potrà mai sormontare quanto di patetico, inquietante e drammatico la vita reale produca spontaneamente.
Dis-Umanità è l’umanità come appare dall’osservatorio privilegiato di uno studio di psicoterapia, laddove è consentito ai soggetti di affrancarsi dalla vergogna, di confessare l’inconfessabile, di rivelare pensieri, emozioni e fantasie per comprendere il significato dei loro vissuti, dei sintomi e dei comportamenti. I personaggi parlano in prima persona, come nell’Antologia di Spoon River, e le ricostruzioni talora attestano i loro punti di vista, più o meno vicini alla verità, talaltra riproducono le interpretazioni maturate nel corso dell’analisi.
Leggendo questo libro ci si chiederà perché l’esperienza degli esseri umani si giochi sul registro delle contraddizioni, delle mistificazioni, delle incomprensioni comunicative, dei fraintendimenti culturali, dei falsi valori: dell’alienazione, insomma.
Ardua domanda, alla quale si potrebbero fornire molteplici risposte. La più semplice è pensare che l’umanità non sia ancora fuoriuscita dalla sua preistoria, vale a dire non abbia capito quale (buon) uso fare del congegno che la natura le ha impiantato nella testa.
Dis-Umanità è l’umanità come appare dall’osservatorio privilegiato di uno studio di psicoterapia, laddove è consentito ai soggetti di affrancarsi dalla vergogna, di confessare l’inconfessabile, di rivelare pensieri, emozioni e fantasie per comprendere il significato dei loro vissuti, dei sintomi e dei comportamenti. I personaggi parlano in prima persona, come nell’Antologia di Spoon River, e le ricostruzioni talora attestano i loro punti di vista, più o meno vicini alla verità, talaltra riproducono le interpretazioni maturate nel corso dell’analisi.
Leggendo questo libro ci si chiederà perché l’esperienza degli esseri umani si giochi sul registro delle contraddizioni, delle mistificazioni, delle incomprensioni comunicative, dei fraintendimenti culturali, dei falsi valori: dell’alienazione, insomma.
Ardua domanda, alla quale si potrebbero fornire molteplici risposte. La più semplice è pensare che l’umanità non sia ancora fuoriuscita dalla sua preistoria, vale a dire non abbia capito quale (buon) uso fare del congegno che la natura le ha impiantato nella testa.
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