Poesie apocrife di Anna Achmàtova

di Bruno Osimo

Bruno Osimo · 2026

Descrizione

Un gioco letterario raffinato e ironico: il traduttore diventa autore, l'autore si traveste da un altro poeta.
Anna Ahmàtova è una delle voci più alte della poesia russa del Novecento. I suoi versi, intensi e melanconici, hanno segnato un'epoca. Ma cosa succede quando un traduttore, dopo aver trascorso un anno intero a immergersi nella sua opera, comincia a scrivere poesie che sembrano di Ahmàtova? E se le presenta con un falso originale russo a fronte, come se fossero davvero sue?
Questo libro è esattamente questo: un falso d'autore. Un gioco raffinato e ironico tra traduzione e creazione, tra fedeltà e tradimento, tra identità e maschera.
Un'operazione unica nel suo genere
Nel 2020 Bruno Osimo ha pubblicato la traduzione metrica integrale di tutte le poesie di Anna Ahmàtova. Un lavoro imponente, che lo ha tenuto a stretto contatto con la voce della poetessa per un anno intero. In quel periodo, le suggestioni ahmatoviane hanno interferito con la sua creatività personale fino a mescolarsi in modo quasi indivisibile.
Così sono nate queste Poesie apocrife. Versi che hanno il tono, il respiro, l'atmosfera di Ahmàtova, ma che in realtà sono scritti da Osimo stesso. Alcune di queste poesie, pubblicate sui social network come se fossero della poetessa russa, hanno riscosso un discreto successo.
Ora, per la prima volta, vengono raccolte in volume. Con una particolarità che rende il gioco ancora più affascinante: ogni poesia è presentata con un falso originale russo a fronte. Come se fossero state scritte in russo e tradotte in italiano.
Cosa significa «apocrifo»?
Apocrifo è un termine che viene dal greco e significa «nascosto», «segreto». Nella tradizione biblica, indica i testi non inclusi nel canone ufficiale. In questo libro, indica invece le poesie che potrebbero essere di Ahmàtova — ma non lo sono. Sono il frutto di un'imitazione consapevole, di un dialogo profondo con una voce poetica amata e studiata.
Non sono una bufala, non sono un inganno. Sono un gioco letterario tra traduttore e autore, tra originale e traduzione, tra identità e finzione.
Il titolo: «Le tracce di me»
Il sottotitolo è tratto da una delle poesie del libro:
«e tracce di me lasciando in poesie / da cucire come perle in collana»
Queste «tracce» sono il segno che il traduttore lascia nel testo dell'altro, il residuo della sua presenza, la sua impronta. In questo libro, le tracce diventano il libro stesso.
Perché leggere questo libro?
  • Un gioco intellettuale raffinato — un esperimento letterario che mette in discussione i confini tra traduzione, imitazione e creazione.
  • Poesie autentiche e intense — al di là del gioco, i versi sono scritti con talento e passione.
  • Un omaggio ad Anna Ahmàtova — il libro più vicino a un dialogo con la poetessa che si possa immaginare.
  • Con testo russo a fronte — il falso diventa più credibile, e il gioco più affascinante.
  • Per amanti della poesia, della letteratura russa e dei giochi di specchi — un libro che parla a chi ama le sfumature, le maschere, le identità multiple.

Chi dovrebbe leggere questo libro?
  • Amanti di Ahmàtova — un dialogo inaspettato e affascinante con la sua voce poetica.
  • Traduttori e aspiranti traduttori — una riflessione sul confine sottile tra interpretazione e creazione.
  • Appassionati di poesia — versi intensi, melodici e profondi, che parlano d'amore, memoria, perdita e desiderio.
  • Amanti del gioco letterario — un libro che scherza con l'identità, l'autorialità e la ricezione.
  • Student di russo — il testo a fronte permette di leggere le poesie in una lingua che sembra originale.

La voce della postfazione
Scrive Bruno Osimo nella postfazione:
«A volte pubblicavo mediante i social network alcune di queste composizioni mie, spacciandole per poesie di Ahmàtova, riscuotendo anche un discreto successo tra i miei contatti. Due anni dopo ho sentito il bisogno di pubblicare quelle poesie apocrife, scritte da me, che denunciano una mia azione di fiancheggiamento doppio, sia come traduttore che come autore.»
Questo libro è il racconto di quel doppio movimento: il traduttore che diventa autore, l'autore che si traveste da un altro poeta. Un'operazione che parla di amore per la poesia, di confini labili, di identità che si mescolano.
Un libro che gioca con la verità e la finzione
Le tracce di me è il filo rosso che attraversa queste poesie: la consapevolezza che ogni traduzione lascia un'impronta, che ogni imitazione è anche un omaggio, che ogni maschera rivela qualcosa di chi la indossa.
Queste poesie non sono di Anna Ahmàtova. Ma forse, in un certo senso, sono sue.
Scopri il gioco. Lasciati ingannare. E poi, sorridi.
Acquista ora.
Ho impiegato circa un anno a tradurre tutte le poesie di Anna Ahmàtova (1904-1966) in versione metrica. È un libro di 500 pagine uscito nel settembre 2020 che mi sta dando molte soddisfazioni.
Inevitabilmente in quell’anno i testi ahmatoviani che la mia mente decodificava e rielaborava ogni giorno e le loro suggestioni hanno avuto un’interferenza piuttosto forte nella mia creatività personale, non di traduttore ma di poeta, al punto che dentro la mia mente a volte si mescolavano i due poeti, LEI e io, in modo quasi indivisibile.
A volte pubblicavo mediante i social network alcune di queste composizioni mie, spacciandole per poesie di Ahmàtova, riscuotendo anche un discreto successo tra i miei contatti, e nel contempo creando un’aspettativa (tutti i miei conoscenti sanno che di mestiere traduco) per l’uscita del volume di quelle vere, di poesie di Ahmàtova.
Due anni dopo ho sentito il bisogno di pubblicare quelle poesie apocrife, scritte da me, che denunciano una mia azione di fiancheggiamento doppio, sia come traduttore che come autore. Le presento qui, avendole dotate anche di un falso originale russo per rendere l’operazione più credibile, proprio nel momento in cui ne metto in atto lo svelamento. Mi auguro che a qualcuno possano piacere.

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