Il vaglio della chimica
Montecristo edizioni · 2026
Descrizione
Tra alchimia, medicina e nascente scienza moderna, il Chymica vannus – Commentatio de pharmaco catholico è un testo denso e polemico che testimonia la profonda crisi dei saperi medici tradizionali nel Seicento europeo. L’opera si scaglia contro la medicina galenica e accademica, accusata di dogmatismo e sterilità teorica, e rivendica una chimica fondata sull’esperienza, sulla pratica di laboratorio e sulla separazione dei principi attivi della materia.
Il vannus – il vaglio – è la metafora chiave del libro: la chimica come arte del discernimento, capace di separare il puro dall’impuro, il vero dal falso, tanto nei corpi quanto nel sapere. Da questa operazione nasce il pharmacon catholicum, il rimedio universale, inteso non come panacea miracolosa, ma come esito di un metodo nuovo, che unisce osservazione, sperimentazione e visione filosofica della natura.
L’autore, Johannes de Monte-Snyder, è una figura rappresentativa dell’area iatrochimica post-paracelsiana. Medico e filosofo naturale, attivo nella seconda metà del XVII secolo, si colloca in quella costellazione di autori che cercarono di rifondare la medicina attraverso la chimica, opponendosi sia all’autorità dei classici sia all’alchimia puramente esoterica. Nei suoi scritti, Monte-Snyder difende una conoscenza operativa, utile e pubblica, in cui la pratica terapeutica diventa inseparabile da una riflessione morale e cosmologica.
Nel Chymica vannus, la guarigione del corpo si intreccia con un processo di purificazione più ampio, che riguarda l’uomo, la natura e il sapere stesso. Testo di confine tra simbolo e metodo, tra allegoria e sperimentazione, il libro restituisce tutta la tensione di un’epoca di passaggio, in cui la promessa del rimedio universale convive con la nascita di una nuova idea di scienza.
Il vannus – il vaglio – è la metafora chiave del libro: la chimica come arte del discernimento, capace di separare il puro dall’impuro, il vero dal falso, tanto nei corpi quanto nel sapere. Da questa operazione nasce il pharmacon catholicum, il rimedio universale, inteso non come panacea miracolosa, ma come esito di un metodo nuovo, che unisce osservazione, sperimentazione e visione filosofica della natura.
L’autore, Johannes de Monte-Snyder, è una figura rappresentativa dell’area iatrochimica post-paracelsiana. Medico e filosofo naturale, attivo nella seconda metà del XVII secolo, si colloca in quella costellazione di autori che cercarono di rifondare la medicina attraverso la chimica, opponendosi sia all’autorità dei classici sia all’alchimia puramente esoterica. Nei suoi scritti, Monte-Snyder difende una conoscenza operativa, utile e pubblica, in cui la pratica terapeutica diventa inseparabile da una riflessione morale e cosmologica.
Nel Chymica vannus, la guarigione del corpo si intreccia con un processo di purificazione più ampio, che riguarda l’uomo, la natura e il sapere stesso. Testo di confine tra simbolo e metodo, tra allegoria e sperimentazione, il libro restituisce tutta la tensione di un’epoca di passaggio, in cui la promessa del rimedio universale convive con la nascita di una nuova idea di scienza.
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