La mente come traduzione
Bruno Osimo · 2025
Descrizione
Che cosa succede nella mente quando traduciamo? E se la mente stessa fosse, in fondo, una macchina che traduce continuamente? Questo volume propone la prima traduzione italiana organica della Filosofia della mente di Charles Sanders Peirce, il padre della semiotica moderna, e la accompagna con gli spunti di riflessione di Bruno Osimo sul processo traduttivo.
Scritto nel 1893 ma rimasto a lungo ai margini del dibattito europeo, Filosofia della mente è un testo decisivo per capire come Peirce concepisse la coscienza, l’associazione delle idee, l’abitudine, la percezione e il linguaggio. Al centro della sua riflessione c’è un’intuizione tanto semplice quanto radicale: pensare significa tradurre. Ogni giudizio percettivo è una traduzione, ogni inferenza è una riformulazione, ogni parola è un simbolo che rimanda a un interpretante. La mente non è un contenitore di idee, ma un processo continuo di interpretazione e riscrittura del senso.
Il volume è diviso in cinque capitoli — Introduzione, Associazione, Abitudine, Coscienza, Telepatia e percezione — e attraversa i temi fondamentali della psicologia e della semiotica peirciana: la distinzione tra contiguità e somiglianza, il rapporto tra mente e corpo, la legge dell’azione delle idee, il sinechismo e l’immortalità, la percezione e il percipuum. Un percorso che intreccia filosofia, psicologia, logica e teoria della traduzione, mostrando come la semiotica di Peirce sia oggi più attuale che mai.
L’edizione, curata da Bruno Osimo, nasce da un incrocio virtuoso: quello tra la semiotica peirciana — poco diffusa in Europa, dove prevale ancora la semiologia saussuriana — e la teoria della traduzione. Osimo, autore e traduttore, guida il lettore con una serie di spunti che rendono esplicito ciò che Peirce dà per scontato: che esiste un mondo interno alla persona in cui il discorso è possibile, che il traduttore vive in un mondo intermedio tra esterno e interno, che il senso di un testo è decodificato e rielaborato dalla mente prima di essere ricodificato. E che la mente, con le sue associazioni per contiguità e per somiglianza, è lo strumento principale del traduttore.
Perché leggere questo libro
Bruno Osimo è autore e traduttore, studioso di semiotica della cultura e teoria della traduzione. Tra le sue opere: Manuale del traduttore di Jurij Lotman, Manuale di traduzione di Roman Jakobson, Corso di traduzione, Semiotica semplice. Ha curato e tradotto opere di Lotman, Vygotskij, Peirce e altri protagonisti della semiotica e delle scienze umane.
Al centro del libro c’è il concetto di «associazione» mentale, non del tutto remoto dal concetto freudiano di «associazione libera». Solo che in Peirce «la suggestione avv[iene] per contiguità o per somiglianza», e quindi la “libertà” freudiana è scomposta in una libertà che segue l’ordine cronologico o di collocazione a scaffale del ricordo – vedo una stringa e penso alla scarpa –, e una che segue il criterio della somiglianza – vedo una stringa e penso a una corda. «Suggestione per somiglianza significa, mi sia permesso ripeterlo, la suggestione indiretta di un’idea da parte di un’altra che, in virtù della natura occulta delle idee o della mente, le è stata associata in un insieme». «La somiglianza, quindi, è una modalità di associazione in base alla natura interna delle idee e della mente». Dato che la natura interna delle idee e della mente è un fatto del tutto privato, la somiglianza è culturospecifica, o soggettiva.
Scritto nel 1893 ma rimasto a lungo ai margini del dibattito europeo, Filosofia della mente è un testo decisivo per capire come Peirce concepisse la coscienza, l’associazione delle idee, l’abitudine, la percezione e il linguaggio. Al centro della sua riflessione c’è un’intuizione tanto semplice quanto radicale: pensare significa tradurre. Ogni giudizio percettivo è una traduzione, ogni inferenza è una riformulazione, ogni parola è un simbolo che rimanda a un interpretante. La mente non è un contenitore di idee, ma un processo continuo di interpretazione e riscrittura del senso.
Il volume è diviso in cinque capitoli — Introduzione, Associazione, Abitudine, Coscienza, Telepatia e percezione — e attraversa i temi fondamentali della psicologia e della semiotica peirciana: la distinzione tra contiguità e somiglianza, il rapporto tra mente e corpo, la legge dell’azione delle idee, il sinechismo e l’immortalità, la percezione e il percipuum. Un percorso che intreccia filosofia, psicologia, logica e teoria della traduzione, mostrando come la semiotica di Peirce sia oggi più attuale che mai.
L’edizione, curata da Bruno Osimo, nasce da un incrocio virtuoso: quello tra la semiotica peirciana — poco diffusa in Europa, dove prevale ancora la semiologia saussuriana — e la teoria della traduzione. Osimo, autore e traduttore, guida il lettore con una serie di spunti che rendono esplicito ciò che Peirce dà per scontato: che esiste un mondo interno alla persona in cui il discorso è possibile, che il traduttore vive in un mondo intermedio tra esterno e interno, che il senso di un testo è decodificato e rielaborato dalla mente prima di essere ricodificato. E che la mente, con le sue associazioni per contiguità e per somiglianza, è lo strumento principale del traduttore.
Perché leggere questo libro
- Per scoprire un classico della filosofia della mente finalmente accessibile al pubblico italiano.
- Per capire come Peirce anticipasse temi oggi centrali nelle neuroscienze e nelle scienze cognitive.
- Per riflettere sul rapporto tra semiotica, psicologia e traduzione.
- Per chi traduce, per chi studia traduzione, per chi insegna: un testo che sposta il baricentro dalla definizione del dizionario all’interpretazione del contesto.
- Per chiunque voglia capire come funziona la mente quando dà senso al mondo.
Bruno Osimo è autore e traduttore, studioso di semiotica della cultura e teoria della traduzione. Tra le sue opere: Manuale del traduttore di Jurij Lotman, Manuale di traduzione di Roman Jakobson, Corso di traduzione, Semiotica semplice. Ha curato e tradotto opere di Lotman, Vygotskij, Peirce e altri protagonisti della semiotica e delle scienze umane.
Al centro del libro c’è il concetto di «associazione» mentale, non del tutto remoto dal concetto freudiano di «associazione libera». Solo che in Peirce «la suggestione avv[iene] per contiguità o per somiglianza», e quindi la “libertà” freudiana è scomposta in una libertà che segue l’ordine cronologico o di collocazione a scaffale del ricordo – vedo una stringa e penso alla scarpa –, e una che segue il criterio della somiglianza – vedo una stringa e penso a una corda. «Suggestione per somiglianza significa, mi sia permesso ripeterlo, la suggestione indiretta di un’idea da parte di un’altra che, in virtù della natura occulta delle idee o della mente, le è stata associata in un insieme». «La somiglianza, quindi, è una modalità di associazione in base alla natura interna delle idee e della mente». Dato che la natura interna delle idee e della mente è un fatto del tutto privato, la somiglianza è culturospecifica, o soggettiva.
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